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Umidità e infiltrazioni

Infiltrazioni dal tetto e nel sottotetto dopo la pioggia

  • Senza rompere
  • Spesso in giornata
  • Relazione per assicurazione

In breve

Le infiltrazioni dal tetto compaiono sul soffitto dell'ultimo piano o nel sottotetto dopo la pioggia e dipendono di solito da coppi o tegole spostati, guaina danneggiata, scossaline e comignoli non sigillati o grondaie ostruite. Il punto di ingresso si trova con ispezione del sottotetto, termocamera e igrometro, escludendo anche eventuali perdite da impianti.

Guida a cura dei tecnici di Ricerca Perdite Acqua Firenze · aggiornata il 24/09/2026

Come riconoscere un'infiltrazione dal tetto

Un'infiltrazione dal tetto si riconosce da macchie che compaiono o si allargano sul soffitto dell'ultimo piano dopo una pioggia, soprattutto se intensa o accompagnata da vento. In sottotetto si notano travi scure, tavolato bagnato, isolante inzuppato e odore di umido.

A differenza della condensa, che segue le stagioni fredde, l'infiltrazione segue il meteo: la macchia si ravviva dopo i temporali e si asciuga lentamente nei periodi secchi, lasciando aloni gialli o marroni. Se invece la macchia cresce anche con il bel tempo, bisogna considerare altre cause.

La posizione dell'alone inganna spesso: l'acqua entra da un punto del manto e scorre lungo la guaina, le travi o il tavolato prima di gocciolare. Tra ingresso e macchia possono esserci diversi metri.

Le cause più frequenti

I punti deboli di una copertura sono sempre gli stessi, indipendentemente dal tipo di tetto:

  • Coppi e tegole spostati dal vento, rotti dal gelo o da un passaggio sul tetto.
  • Guaina o telo sottotegola invecchiati, strappati o sovrapposti male.
  • Comignoli, lucernari e abbaini: i raccordi tra manto e muratura sono i punti più critici.
  • Scossaline e converse in lamiera staccate o forate.
  • Grondaie e pluviali intasati da foglie, che fanno tracimare l'acqua verso il muro o sotto il manto.
  • Compluvi (le linee dove due falde si incontrano), che raccolgono molta acqua e sono delicati.
  • Muschio e detriti che rallentano il deflusso e creano ristagni.

Sui tetti piani e sui lastrici solari entrano in gioco anche pendenze insufficienti, pilette ostruite e guaine esposte al sole senza protezione.

Tipi di copertura e punti critici

Il tipo di tetto influisce molto su dove e come entra l'acqua. Conoscere la propria copertura aiuta a leggere meglio i sintomi.

CoperturaPunti critici tipici
Coppi su struttura in legnoCoppi scivolati o rotti, colmi, raccordi con comignoli e muri
Tegole su solaio in laterocementoTelo sottotegola, gronde, lucernari e abbaini
Tetto piano o lastrico solareGuaina, pilette, risvolti sui parapetti, pendenze
Copertura in lamiera o pannelliViti di fissaggio, giunti di sovrapposizione, lucernari

Nei tetti in coppi antichi il manto non è quasi mai stato pensato come unica barriera: sotto ci sono tavelle o pianelle, e spesso manca una guaina moderna. Qui anche un solo coppo spostato può far arrivare acqua sul tavolato. Nei tetti ventilati più recenti, invece, l'acqua spesso scorre sul telo fino alla gronda e il problema si manifesta proprio in corrispondenza del cornicione.

Un altro aspetto da non sottovalutare sono gli interventi recenti: l'installazione di pannelli fotovoltaici, antenne, unità esterne o linee vita richiede fori e staffe sul manto, e se i passaggi non sono sigillati bene diventano nuovi punti di ingresso.

Quando non è il tetto: perdite da impianti in sottotetto

Non tutte le macchie sull'ultimo piano vengono dalla pioggia. In sottotetto passano spesso tubazioni che possono perdere e dare sintomi molto simili:

  • tubi di adduzione verso serbatoi, boiler o bagni mansardati;
  • tubazioni del riscaldamento che corrono nel sottotetto freddo e possono gelare;
  • scarichi della condensa dei climatizzatori e delle unità esterne sul tetto;
  • collettori solari termici e i loro raccordi.

Anche la condensa può bagnare il sottotetto: se l'ambiente è poco ventilato e sotto c'è una casa calda, il vapore sale e si deposita sul lato freddo della copertura, soprattutto d'inverno. In questo caso il legno si bagna in modo diffuso, non a chiazze. Sui controlli negli spazi non abitabili trova più dettagli nella pagina sull'ispezione di sottotetti e controsoffitti.

Come individuiamo il punto di ingresso

Salire sul tetto e sostituire coppi a caso raramente risolve. Seguiamo invece una sequenza di verifiche:

  1. Raccolta delle informazioni: quando compare la macchia, con che tipo di pioggia e vento, da quanto tempo.
  2. Ispezione del sottotetto, dove accessibile, per seguire le tracce d'acqua su travi e tavolato fino al punto più alto.
  3. Termocamera dal basso sul soffitto e, dove possibile, sulla copertura, per individuare le zone umide e i ponti termici.
  4. Mappatura con igrometro di solai e travi, per delimitare l'area bagnata.
  5. Videoispezione con endoscopio nei controsoffitti e negli spazi chiusi, senza aprire.
  6. Prove di tenuta sugli impianti presenti in sottotetto, per escludere perdite in pressione.
  7. Prove con acqua o traccianti su comignoli, lucernari e grondaie, un punto alla volta.

L'obiettivo è arrivare al punto esatto, così che il lattoniere o l'impresa possano intervenire solo lì.

Cosa fare subito dopo la pioggia

In attesa della verifica, alcuni accorgimenti limitano i danni:

  • metta un contenitore sotto eventuali gocciolamenti e protegga mobili e pavimenti;
  • stacchi l'alimentazione di plafoniere o faretti vicini alla macchia, se c'è acqua sul soffitto;
  • fotografi la macchia con data e ora, anche per l'assicurazione;
  • se abita in condominio, avvisi l'amministratore, perché la copertura è spesso parte comune;
  • eviti di salire sul tetto bagnato: è pericoloso.

Dopo la riparazione della copertura, non abbia fretta di ridipingere. Il solaio e l'intonaco devono asciugare completamente, e nei tetti in legno conviene verificare che travi e tavolato non abbiano subito danni. Un controllo con igrometro qualche settimana dopo conferma che l'acqua non entra più e che si può procedere con le finiture.

Infiltrazioni dal tetto a Firenze e provincia: come interveniamo

A Firenze molti palazzi del centro storico e dell'Oltrarno hanno tetti in coppi su strutture in legno, con altane, comignoli e lucernari che moltiplicano i punti delicati. Nei condomini di Rifredi, Campo di Marte e Gavinana incontriamo spesso lastrici solari con guaine esaurite. In collina, a Fiesole, Bagno a Ripoli e Impruneta, le villette hanno mansarde abitate dove un'infiltrazione si nota subito. In Mugello e sull'Appennino, a Borgo San Lorenzo, Scarperia, Firenzuola e Marradi, il gelo rompe coppi e tubazioni in sottotetto, mentre nelle case coloniche del Chianti le coperture antiche richiedono verifiche attente.

Eseguiamo l'indagine con termocamera, igrometro, endoscopio e prove di tenuta, senza rompere, e le consegniamo una relazione con foto e termogrammi utile per amministratore e assicurazione. Può chiamarci o compilare il modulo per un preventivo gratuito al telefono; il sopralluogo è spesso in giornata o entro 24-48 ore. Per approfondire, legga anche la pagina sulle indagini per infiltrazioni.

Domande frequenti

La macchia sul soffitto è sotto il coppo rotto?

Non necessariamente. L'acqua scorre sulla guaina e lungo travi e tavolato prima di gocciolare, quindi il punto di ingresso può essere a qualche metro dalla macchia.

Perché la macchia compare solo con certe piogge?

Molte infiltrazioni si attivano solo con vento da una certa direzione o con piogge molto intense, che spingono l'acqua sotto il manto o fanno tracimare le grondaie. Annotare il tipo di pioggia aiuta la diagnosi.

Il sottotetto bagnato può essere solo condensa?

Sì, se il sottotetto è poco ventilato il vapore che sale dalla casa può condensare sul lato freddo della copertura. In quel caso il legno è umido in modo diffuso, soprattutto d'inverno, e non a chiazze legate alla pioggia.

In condominio chi deve occuparsi del tetto?

La copertura è in genere una parte comune, quindi va avvisato l'amministratore. Una relazione tecnica che indichi il punto di ingresso aiuta a gestire la pratica e l'eventuale sinistro.

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