Cos'è la ricerca perdite con gas tracciante
La ricerca con gas tracciante consiste nel riempire la tubazione sospetta con una miscela di azoto e idrogeno, un gas inerte, non tossico e non infiammabile nelle concentrazioni usate. Le molecole di idrogeno sono piccolissime: escono anche da una fessura minima e risalgono attraverso massetto, piastrelle, intonaco o terreno.
In superficie passiamo un rilevatore elettronico molto sensibile, che segnala la presenza del gas. Dove la concentrazione è più alta, lì c'è la perdita. Il metodo funziona anche quando l'acqua esce così lentamente da non fare rumore.
La miscela più usata contiene una piccola percentuale di idrogeno e il resto di azoto. È la stessa famiglia di gas impiegata per le prove di tenuta in molti settori tecnici, proprio perché è sicura e facilmente rilevabile anche in quantità minime.
Quando serve il gas tracciante
Lo consigliamo quando le altre tecniche non bastano o quando la perdita è molto piccola. Situazioni tipiche:
- il contatore gira lentamente con i rubinetti chiusi, ma non si vedono macchie;
- la caldaia perde pressione poco alla volta, nell'arco di giorni;
- tubi sotto pavimento in stanze grandi o con pavimenti di pregio, dove non si vuole aprire a caso;
- tubi interrati nei giardini e negli allacci dal contatore, spesso lunghi e senza disegni;
- tubazioni in materiale plastico, che trasmettono poco il suono al geofono;
- ambienti rumorosi, come negozi su strada o capannoni, dove l'ascolto acustico è disturbato;
- impianti a pavimento e linee di climatizzazione con perdite minime.
I segnali di una microperdita
Le microperdite sono insidiose perché per mesi non danno sintomi evidenti. Poi, un giorno, compare un'efflorescenza sul battiscopa o si scopre un consumo d'acqua anomalo. I segnali da osservare:
- lancette o rotelline del contatore che si muovono con tutto chiuso;
- pressione della caldaia che scende sotto il valore normale;
- zoccolini che si staccano, sali bianchi alla base dei muri;
- zona del giardino sempre più verde o umida, anche d'estate;
- umidità in cantina o nel seminterrato senza pioggia recente.
Per un primo controllo può chiudere tutti i rubinetti, compresi lavatrice, lavastoviglie e cassette dei wc, e guardare il contatore per qualche minuto. Se si muove, la perdita c'è anche se non si vede. Ci riferisca questo dato al telefono: ci aiuta a preparare il sopralluogo.
Come lavoriamo passo passo
La ricerca con gas tracciante richiede un procedimento ordinato. Ecco come la eseguiamo:
- Isolamento del tratto: chiudiamo le valvole e separiamo la parte di impianto sospetta, individuata prima con prova di tenuta e manometro.
- Svuotamento dell'acqua dalla tubazione, per permettere al gas di arrivare fino alla fessura.
- Immissione della miscela azoto/idrogeno a pressione controllata, compatibile con il tipo di tubo.
- Attesa del tempo necessario perché il gas attraversi massetto, pavimento o terreno: dipende dallo spessore e dal tipo di materiale.
- Scansione della superficie con il rilevatore lungo tutto il percorso del tubo, fughe delle piastrelle, battiscopa, pozzetti e terreno.
- Localizzazione del punto di massima concentrazione e marcatura.
- Ripristino dell'impianto, sfiato del gas e rimessa in pressione con acqua.
I tempi dipendono dal caso. Sotto un pavimento in piastrelle il gas affiora in genere in fretta attraverso le fughe; sotto massetti spessi, pavimenti in pietra posati a malta o terreni compatti serve più attesa. Glielo spieghiamo prima di iniziare, così può organizzarsi.
I vantaggi del gas tracciante
Il primo vantaggio è la precisione su perdite molto piccole, che con altre tecniche sfuggono. Il secondo è che funziona con quasi tutti i materiali: rame, multistrato, polietilene, ferro zincato. Il terzo è l'indipendenza dal rumore ambientale.
Per chi ha pavimenti in cotto fiorentino, pietra serena o parquet la differenza è concreta: si apre in un solo punto, piccolo, invece di fare saggi in più stanze. Nei condomini, dove i tubi passano sotto parti comuni, questo riduce i disagi per tutti i residenti. E nei giardini delle ville collinari evita di scavare trincee lunghe metri in mezzo al prato o sotto il vialetto.
Limiti e abbinamento con altre tecniche
Un caso tipico: in una villetta la bolletta cresce da mesi, il contatore si muove lentamente, ma termocamera e geofono non danno segnali chiari perché l'impianto è in multistrato sotto un massetto spesso. Con il gas tracciante il rilevatore segnala una concentrazione netta lungo la fuga di due piastrelle in cucina: lì c'è il raccordo che perde, e si apre solo quel punto.
Il gas tracciante si usa su tubazioni in pressione: acqua sanitaria, riscaldamento, allacci. Non è adatto agli scarichi a gravità, dove usiamo invece la videoispezione e i traccianti coloranti.
Su superfici molto impermeabili, come certi rivestimenti in resina o asfalto compatto, il gas impiega più tempo a risalire e cerca vie di fuga laterali; in quei casi leggiamo anche fughe, pozzetti e giunti. Spesso lo abbiniamo alla termocamera, per tracciare prima il percorso del tubo, e al geofono per una conferma acustica. Se la perdita riguarda il circuito di un sistema di climatizzazione, il gas tracciante aiuta a localizzare microfessure su raccordi e linee incassate. Per le condotte lunghe nei terreni usiamo anche il correlatore, come descritto nella pagina sulla ricerca perdite su tubi interrati.
Dove interveniamo a Firenze e provincia
A Firenze lo usiamo spesso negli appartamenti del centro storico e di Campo di Marte, dove i tubi corrono sotto pavimenti antichi, e nei condomini di Rifredi e Novoli con impianti rifatti in multistrato.
In provincia interveniamo nelle ville e nelle case coloniche con giardino di Fiesole, Bagno a Ripoli, Impruneta e del Chianti, negli allacci lunghi dei poderi del Mugello e della Val d'Elsa, nei capannoni della Piana tra Sesto Fiorentino, Calenzano e Campi Bisenzio. Il sopralluogo è spesso in giornata o entro 24-48 ore in base alla zona.
Cosa riceve a fine intervento
La prova non lascia residui e non richiede di spostare arredi, se non per liberare le zone da leggere con il rilevatore. Al termine le consegniamo una relazione tecnica con descrizione della prova, tratto verificato, pressione di prova, foto del punto individuato e indicazioni per l'intervento. Il documento è utile per l'amministratore, per l'assicurazione e per l'eventuale richiesta di rettifica dei consumi.
Se lo desidera eseguiamo la riparazione mirata aprendo un solo punto. Per un preventivo gratuito al telefono ci chiami o compili il modulo nella pagina contatti.
Domande frequenti
Il gas tracciante è pericoloso per chi vive in casa?
No. La miscela azoto/idrogeno che usiamo è inerte, non tossica e non infiammabile nelle concentrazioni di prova. Al termine l'impianto viene sfiatato e rimesso in pressione con acqua.
Resterò senza acqua durante la prova?
Solo nel tratto isolato e per il tempo della prova, che dipende dalla lunghezza del tubo e dal tipo di pavimento. Le indichiamo prima quanto potrebbe durare l'interruzione.
Funziona sui tubi sotto il giardino?
Sì, è una delle tecniche più efficaci per i tubi interrati: il gas risale nel terreno e il rilevatore lo individua anche sotto prato, ghiaia o vialetti, evitando scavi lunghi.
Si può usare sugli scarichi?
No, gli scarichi non sono in pressione. Per bagni, cucine e colonne di scarico usiamo videoispezione con telecamera e traccianti coloranti o fluorescenti.
Perché non usare subito il geofono?
Il geofono è ottimo quando la perdita fa rumore. Sulle microperdite, sui tubi in plastica o in ambienti rumorosi il suono è troppo debole e il gas tracciante dà un risultato più preciso.
Quanto costa la ricerca perdite con gas tracciante?
Indicativamente da 400 a 1.000 €. Il costo dipende dalla lunghezza del tratto da mettere in pressione e dal tipo di terreno o pavimento. Relazione compresa, preventivo gratuito al telefono.
Dove interveniamo
Svolgiamo ricerca perdite con gas tracciante a Firenze e in tutta la provincia:
Quartieri di Firenze
Colline fiorentine
Chianti fiorentino
Valdarno superiore
Alto Mugello
Empolese Valdelsa