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Gas tracciante azoto-idrogeno: quando serve e come funziona

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In breve

Il gas tracciante è una miscela di azoto con una piccola parte di idrogeno che si immette nel tubo svuotato: l'idrogeno esce dalla perdita, attraversa massetto o terreno e viene rilevato in superficie da un sensore. Serve quando la perdita è troppo piccola o silenziosa per il geofono, su tubi in plastica, sotto pavimenti spessi e nei tubi interrati.

Guida a cura dei tecnici di Ricerca Perdite Acqua Firenze · aggiornata il 15/09/2026

Cos'è il gas tracciante e perché si usa l'idrogeno

Il gas tracciante usato nella ricerca perdite è una miscela composta quasi interamente da azoto, con una piccola percentuale di idrogeno. L'azoto fa da veicolo, l'idrogeno è il vero tracciante: è l'elemento più leggero che esista, ha molecole minuscole e riesce a passare attraverso fessure sottilissime e attraverso materiali porosi come massetto, cemento, terra e asfalto.

Una volta uscito dalla perdita, il gas risale verso la superficie. Un sensore elettronico molto sensibile, passato lentamente sul pavimento o sul terreno, rileva la presenza di idrogeno e indica il punto in cui la concentrazione è più alta: lì sotto c'è la perdita.

È sicuro? Le domande più frequenti sulla miscela

È la prima preoccupazione di chi ci chiama, ed è giusto chiarirla. La miscela usata per la ricerca perdite è studiata apposta per questo impiego:

  • non è infiammabile, perché la quantità di idrogeno è troppo bassa per bruciare;
  • non è tossica e si disperde rapidamente nell'aria una volta in superficie;
  • non lascia residui nell'impianto e non altera l'acqua potabile, perché il tubo viene poi risciacquato e rimesso in servizio;
  • non danneggia tubazioni, raccordi, caldaie o pavimenti.

Durante la prova l'acqua nel circuito interessato va chiusa per il tempo necessario, di solito qualche ora al massimo.

La bombola e il riduttore di pressione restano sotto il controllo del tecnico per tutta la durata dell'intervento, e la pressione di immissione viene scelta in base al tipo di tubo e ai componenti presenti. Non è necessario lasciare la casa né spostare mobili, salvo quelli che coprono il percorso del tubo.

Quando serve il gas tracciante

Il gas tracciante non è la prima tecnica che si usa in ogni situazione: è quella che si sceglie quando le altre non bastano. I casi tipici sono:

  1. Perdite molto piccole: il contatore gira lentissimo, la caldaia perde pressione in qualche giorno, ma il geofono non sente nulla perché il getto è troppo debole.
  2. Tubi in plastica o multistrato: materiali che trasmettono male il rumore dell'acqua e rendono difficile l'ascolto.
  3. Tubi interrati in polietilene: allacci in giardino, cortili, strade private e aree esterne di capannoni.
  4. Pavimenti spessi o stratificati: sottofondi alti, doppi pavimenti, massetti con isolante che assorbono il suono.
  5. Ambienti rumorosi: vicino a strade trafficate, macchinari, pompe o impianti che coprono il suono della perdita.
  6. Impianti di riscaldamento e pavimenti radianti quando la termocamera non basta a individuare con precisione il punto.

Come si svolge la prova, passo per passo

  1. Si individua con prova di tenuta e manometro il circuito che perde (acqua fredda, calda, riscaldamento, tratto interrato).
  2. Si chiude e si svuota il circuito, in tutto o nella parte interessata.
  3. Si collega la bombola e si immette la miscela a una pressione controllata, adeguata al tipo di impianto.
  4. Si attende che il gas raggiunga la perdita e risalga in superficie: il tempo dipende dallo spessore e dal tipo di materiale.
  5. Si passa il sensore lungo il percorso del tubo, prestando attenzione a fughe, giunti del pavimento, battiscopa e pozzetti.
  6. Si individua il punto di massima concentrazione, lo si marca e si rimette in servizio l'impianto.

Maggiori dettagli sulla tecnica li trova nella pagina sulla ricerca perdite con gas tracciante.

Limiti e abbinamenti con altre tecniche

Anche il gas tracciante ha dei limiti. Su pavimentazioni molto impermeabili, come alcune resine o superfici sigillate, il gas può impiegare più tempo a uscire o affiorare lungo le fughe, a qualche distanza dal punto esatto. Sotto grandi spessori di calcestruzzo armato serve pazienza e un tecnico che sappia leggere il percorso del gas.

Inoltre il gas tracciante serve per tubi in pressione: per gli scarichi, che non sono a tenuta di pressione, si usano la videoispezione e i traccianti colorati.

Per questo di solito lo abbiniamo ad altri strumenti: la termocamera o l'igrometro per restringere l'area, il geofono per una prima verifica, il gas tracciante per la localizzazione finale al centimetro. Il risultato è che si apre un solo punto e la riparazione è mirata.

Un vantaggio spesso sottovalutato riguarda i casi di perdite multiple. Su impianti vecchi può capitare che i punti deboli siano più di uno: il gas tracciante li evidenzia tutti durante la stessa prova, mentre con il solo ascolto il rumore della perdita principale può coprire quello delle altre. Sapere in anticipo quanti sono i punti da riparare aiuta a decidere se conviene una riparazione localizzata o il rifacimento di un tratto.

Un esempio tipico: la perdita sotto il massetto

Pensiamo a un appartamento con impianto in multistrato: il contatore avanza lentamente a rubinetti chiusi, non ci sono macchie e il vicino di sotto non segnala nulla. La prova di tenuta conferma che perde il circuito dell'acqua fredda, ma il geofono non sente nulla, perché la perdita è piccola e la plastica smorza il suono.

Si svuota il circuito, si immette la miscela e dopo un certo tempo il sensore rileva idrogeno lungo una fuga del pavimento, in corrispondenza del raccordo sotto la porta del bagno. Si apre una sola piastrella, si sostituisce il raccordo, si rifà la prova di tenuta e si richiude. Il resto del pavimento non viene toccato.

Lo stesso approccio vale per i tubi interrati: il gas risale attraverso terra, ghiaia o asfalto e indica il punto dove scavare, evitando di aprire trincee lunghe metri.

Gas tracciante a Firenze e provincia: come interveniamo

Usiamo spesso il gas tracciante nei condomini di Firenze con impianti in multistrato sotto massetti alti, negli appartamenti del centro storico con pavimenti in cotto posati su sottofondi importanti, e nelle zone rumorose vicino ai viali. Fuori città è la tecnica di riferimento per gli allacci interrati delle ville di Fiesole e Impruneta, per le case coloniche tra Greve in Chianti e San Casciano, e per le reti esterne dei capannoni della Piana, tra Sesto Fiorentino, Calenzano e Campi Bisenzio.

Interveniamo spesso in giornata o entro 24-48 ore in base alla zona. Può chiamarci o compilare il modulo nella pagina contatti: le daremo un preventivo gratuito al telefono e fisseremo il sopralluogo. Al termine riceverà una relazione tecnica con foto utile anche per l'assicurazione.

Domande frequenti

Il gas tracciante è pericoloso in casa?

No, la miscela usata contiene pochissimo idrogeno ed è studiata per non essere infiammabile né tossica. Si disperde rapidamente nell'aria e non lascia residui nell'impianto.

Dopo la prova con gas tracciante posso bere l'acqua?

Sì. Al termine il circuito viene rimesso in servizio e risciacquato con acqua corrente; il gas non altera la qualità dell'acqua né danneggia l'impianto.

Il gas tracciante si usa anche per gli scarichi?

No, serve per tubi in pressione come acqua fredda, calda e riscaldamento. Per scarichi, docce e terrazzi si usano la videoispezione e i traccianti coloranti o fluorescenti.

Quanto dura una ricerca perdite con gas tracciante?

Dipende dall'impianto e dallo spessore del pavimento o del terreno. In un appartamento la prova si completa di solito nel corso del sopralluogo; su reti interrate lunghe può richiedere più tempo.

Sospetta una perdita a Firenze o in provincia? La localizziamo senza rompere, spesso in giornata.

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