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Il geofono: come si 'ascolta' una perdita d'acqua

  • Senza rompere
  • Spesso in giornata
  • Relazione per assicurazione

In breve

Il geofono è un sistema di ascolto elettroacustico: un sensore appoggiato al pavimento o al terreno capta il rumore dell'acqua che esce in pressione dal tubo e lo amplifica in cuffia. Spostando il sensore il tecnico segue il suono fino al punto in cui è più forte, che corrisponde alla perdita, senza rompere nulla.

Guida a cura dei tecnici di Ricerca Perdite Acqua Firenze · aggiornata il 23/08/2026

Perché una perdita fa rumore

Quando l'acqua in pressione esce da una crepa, da un foro di corrosione o da un raccordo allentato, passa da un ambiente ad alta pressione a uno a pressione più bassa. Questo passaggio genera vibrazioni: un fruscio, un sibilo o un gorgoglio che si trasmette al tubo stesso e ai materiali intorno, come massetto, muratura o terreno.

Il suono è quasi sempre troppo debole per essere sentito a orecchio, soprattutto di giorno. Ma è lì, e un sensore sensibile, collegato a un amplificatore con filtri, riesce a captarlo e a renderlo udibile.

Come è fatto un geofono

Un geofono professionale è composto da tre parti principali:

  • il sensore (microfono di contatto), che si appoggia al pavimento, alla parete o al terreno; per l'esterno si usano piedini o puntali adatti a prato, ghiaia e asfalto;
  • l'amplificatore, che aumenta il segnale e visualizza l'intensità su un display;
  • i filtri di frequenza, che permettono di escludere rumori di fondo come traffico, elettrodomestici e voci, isolando le frequenze tipiche della perdita;
  • le cuffie, che isolano il tecnico dall'ambiente e gli consentono di ascoltare anche variazioni minime.

Per ascoltare le tubazioni accessibili, come quelle in cantina, nei pozzetti o a vista, si usa anche un'asta di ascolto da appoggiare direttamente su valvole e rubinetti: il suono della perdita si propaga lungo il metallo e permette di capire da quale lato proviene.

Molti strumenti mostrano anche un valore numerico dell'intensità, utile per confrontare punti diversi in modo oggettivo e non solo a orecchio.

Come si ascolta una perdita, passo per passo

  1. Si conferma la perdita con una prova di tenuta e si individua il circuito interessato.
  2. Si ricostruisce il percorso del tubo, osservando collettori, rubinetti, radiatori e, se necessario, con la termocamera.
  3. Si chiede di spegnere le fonti di rumore: elettrodomestici, pompe, televisione, e di non far scorrere acqua in casa.
  4. Si appoggia il sensore a intervalli regolari lungo il tracciato, confrontando l'intensità punto per punto.
  5. Si restringe la zona quando il suono aumenta, riducendo la distanza tra un ascolto e l'altro.
  6. Si individua il punto di massimo, che corrisponde alla perdita, e lo si marca.

Il tecnico ascolta anche il tipo di rumore, non solo il volume: un sibilo acuto e un gorgoglio sordo raccontano cose diverse sulla dimensione della perdita e sul materiale.

Su quali tubi funziona meglio

Il geofono dà i risultati migliori su tubi metallici, come rame, ferro zincato e acciaio, che trasmettono bene le vibrazioni. Funziona molto bene anche su pavimenti rigidi posati su massetto, perché il suono arriva in superficie con poca dispersione.

Diventa meno efficace in alcuni casi:

  • tubi in plastica, polietilene o multistrato, che smorzano il suono;
  • perdite molto piccole, con getto troppo debole per produrre un rumore udibile;
  • pressione bassa nell'impianto;
  • pavimenti morbidi come parquet flottante o moquette, e terreni molto sciolti;
  • ambienti con rumore costante che i filtri non riescono a eliminare.

In queste situazioni si passa al gas tracciante, che non dipende dal rumore. Per le tubazioni interrate lunghe si usa invece il correlatore, che confronta il suono captato da due sensori posti alle estremità del tubo e calcola la posizione della perdita.

Il correlatore per le tubazioni interrate

Su un allaccio lungo decine di metri, ascoltare punto per punto dalla superficie richiederebbe molto tempo. Il correlatore risolve il problema: due sensori vengono fissati su punti accessibili del tubo, per esempio la valvola nel pozzetto del contatore e un rubinetto esterno vicino alla casa. Il rumore della perdita raggiunge prima il sensore più vicino e poco dopo quello più lontano; conoscendo la lunghezza e il materiale del tubo, lo strumento calcola la posizione della perdita. Il geofono serve poi a confermare il punto dalla superficie prima di scavare.

Perché si lavora in silenzio (e a volte la sera)

Il nemico del geofono è il rumore di fondo. In un condominio con ascensore, pompe di sollevamento e vicini che usano l'acqua, o in una casa affacciata su una strada trafficata, il segnale della perdita può confondersi. Per questo durante l'ascolto chiediamo di tenere l'ambiente il più silenzioso possibile.

Nei casi più difficili, soprattutto sulle reti esterne, si programma l'ascolto in orari tranquilli. È un dettaglio che fa la differenza tra un punto trovato al primo colpo e un'apertura sbagliata. Può approfondire nella pagina dedicata all'ispezione con geofono.

Un esempio: la perdita sotto il bagno

Un caso frequente è quello dell'appartamento in cui il contatore gira e il vicino di sotto nota un alone sul soffitto del corridoio. La prova di tenuta indica il circuito dell'acqua calda. La termocamera mostra un tubo che attraversa il corridoio verso il bagno, e il geofono, appoggiato sul pavimento ogni pochi centimetri lungo quella linea, fa sentire un sibilo che cresce fino a un punto preciso, vicino alla soglia. Si apre una sola piastrella e si trova un raccordo corroso. Il resto del pavimento resta intatto.

Geofono e altri strumenti: un lavoro di squadra

Il geofono raramente lavora da solo. Di solito arriva dopo una prova di tenuta, che conferma la perdita, e dopo una mappatura con igrometro e termocamera, che restringe la zona. A quel punto l'ascolto serve per la precisione finale. Se il suono è debole o ambiguo, la conferma arriva dal gas tracciante. Il gas tracciante è descritto nella pagina sulla ricerca perdite con gas tracciante.

Il geofono a Firenze e provincia: come interveniamo

A Firenze il geofono è particolarmente utile negli appartamenti con tubi in rame o ferro zincato sotto pavimento, frequenti nei condomini anni '60-'70 dell'Isolotto, di Legnaia e di Gavignana, e nei palazzi del centro storico dove i pavimenti in cotto e pietra serena poggiano su sottofondi compatti. In provincia lo usiamo sugli allacci delle villette di Scandicci, Sesto Fiorentino ed Empoli e, insieme al correlatore, sulle tubazioni più lunghe delle case di campagna del Mugello, verso Borgo San Lorenzo.

Interveniamo spesso in giornata o entro 24-48 ore in base alla zona. Può chiamarci o compilare il modulo nella pagina contatti per un preventivo gratuito al telefono e per fissare il sopralluogo.

Domande frequenti

Il geofono trova la perdita al centimetro?

In condizioni favorevoli, con tubi metallici e ambiente silenzioso, il geofono individua il punto con buona precisione. Quando il suono è debole o ambiguo, la conferma si fa con il gas tracciante prima di aprire.

Perché durante l'ascolto bisogna fare silenzio?

Il sensore capta tutte le vibrazioni, non solo quella della perdita. Elettrodomestici, pompe, traffico e acqua usata in casa possono coprire il segnale, per cui un ambiente silenzioso rende la ricerca più rapida e affidabile.

Il geofono funziona sui tubi in multistrato?

Funziona meno bene, perché la plastica smorza il suono. Sui tubi in multistrato e polietilene si preferisce spesso il gas tracciante, eventualmente dopo una prima verifica con il geofono.

Che differenza c'è tra geofono e correlatore?

Il geofono ascolta il suono dalla superficie punto per punto. Il correlatore usa due sensori posti su punti accessibili del tubo e calcola la posizione della perdita dal ritardo con cui il rumore arriva ai due sensori; è indicato per tubi interrati lunghi.

Sospetta una perdita a Firenze o in provincia? La localizziamo senza rompere, spesso in giornata.

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