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Impianti e tubazioni

Perdita nell'impianto di riscaldamento a pavimento: come trovarla

  • Senza rompere
  • Spesso in giornata
  • Relazione per assicurazione
Termocamera per la ricerca perdite acqua

In breve

Il segnale più tipico di una perdita nel riscaldamento a pavimento è la caldaia che perde pressione e va ricaricata spesso, anche senza macchie visibili. La perdita si trova senza demolire con prove di tenuta per singolo circuito e termocamera, che mostra il punto caldo anomalo sotto il pavimento.

Guida a cura dei tecnici di Ricerca Perdite Acqua Firenze · aggiornata il 10/10/2026

Come capire se l'impianto a pavimento perde

Il primo indizio è quasi sempre la pressione della caldaia che scende. Se deve ricaricare l'impianto ogni settimana, o anche ogni pochi giorni, da qualche parte l'acqua del circuito sta uscendo. Con un impianto sano la pressione resta stabile per mesi.

Altri segnali, meno immediati, sono:

  • una zona del pavimento più calda del resto, o al contrario una stanza che non si scalda più bene;
  • piastrelle che si sollevano, fughe scure, parquet che si imbarca;
  • macchie o gocciolamenti sul soffitto del piano inferiore;
  • odore di umido o muffa ai piedi dei muri;
  • il vaso di espansione o la valvola di sicurezza che scaricano spesso.

Attenzione a non confondere: anche una valvola di sfiato difettosa o un vaso di espansione scarico fanno calare la pressione. Per questo la prima fase è sempre di esclusione.

Dove si rompono più spesso i circuiti radianti

Le tubazioni dei pannelli radianti sono in genere in materiale plastico o multistrato, posate a serpentina nel massetto. Un tubo integro dura a lungo; i guasti si concentrano in punti precisi.

  • Collettori: raccordi, valvole e detentori nella cassetta a muro sono il punto più frequente. Spesso la perdita è lì e non sotto il pavimento.
  • Forature accidentali: un tassello per fissare un mobile o un sanitario, un chiodo per il battiscopa, un taglio durante una ristrutturazione.
  • Giunzioni sotto il massetto: negli impianti posati bene non dovrebbero esserci, ma a volte si trovano raccordi intermedi per allungare un circuito.
  • Tubi schiacciati o piegati in fase di posa, che cedono dopo qualche anno di dilatazioni.

Come si trova la perdita senza demolire il pavimento

La ricerca procede per restringimento: prima si capisce quale circuito perde, poi dove si trova il foro lungo quel circuito. Così si evita di smontare un intero pavimento per un guasto di pochi millimetri.

  1. Verifica del collettore e della caldaia: si controllano raccordi, valvole, vaso di espansione e scarico della valvola di sicurezza.
  2. Prova di tenuta per circuito: si chiudono i singoli anelli dal collettore e con il manometro si osserva quale perde pressione.
  3. Termografia: si fa circolare acqua calda solo nel circuito sospetto. La termocamera mostra il disegno della serpentina e, nel punto della perdita, una macchia calda che si allarga in modo irregolare.
  4. Conferma con geofono o gas tracciante: se il massetto è spesso o il rivestimento isola molto, si ascolta il fruscio o si immette gas tracciante nel circuito svuotato.
  5. Marcatura e relazione: il punto viene segnato sul pavimento e documentato con termogrammi.

Trova più dettagli sul servizio nella pagina controllo perdite impianti a pavimento.

Perché non conviene rimandare, anche se la perdita è piccola

Una perdita modesta nel circuito radiante sembra innocua: basta ricaricare la caldaia ogni tanto. In realtà ogni ricarica introduce acqua nuova, ricca di ossigeno e di calcare, e questo ha conseguenze sull'intero impianto.

  • Corrosione: l'ossigeno dell'acqua nuova attacca le parti metalliche di caldaia, pompa, collettori e valvole.
  • Calcare e fanghi: si depositano nello scambiatore e nei tubi, riducendo la resa e aumentando i consumi.
  • Danni al massetto e ai rivestimenti: l'acqua che esce impregna il sottofondo, può far sollevare le piastrelle o imbarcare il parquet, e con il tempo raggiunge il solaio.
  • Danni ai vicini: in condominio la perdita può arrivare al soffitto dell'appartamento sottostante, con tutte le complicazioni del caso.

C'è poi un aspetto pratico. Più il massetto resta bagnato, più tempo serve per asciugarlo dopo la riparazione, e più alto è il rischio di dover rifare una porzione di pavimento più ampia del necessario. Intervenire quando si notano i primi cali di pressione permette di limitare tutto questo.

Infine, i pavimenti radianti funzionano a bassa temperatura e sono sensibili all'equilibrio tra i circuiti. Una perdita non riparata e ricariche continue possono far entrare aria nell'impianto, con stanze che non si scaldano e rumori nei tubi. Sistemare il guasto e fare poi un corretto sfiato ristabilisce il funzionamento.

La riparazione: quanto si apre davvero

Quando il punto è localizzato con precisione, di solito basta rimuovere una o due piastrelle, o una piccola porzione di parquet, e scavare il massetto con attenzione fino al tubo. Il tratto danneggiato si ripara con un raccordo adatto al materiale, si ricarica l'impianto e si verifica che la pressione resti stabile.

Se il pavimento è in cotto o in pietra naturale conviene recuperare con cura gli elementi rimossi, così da rimetterli al loro posto. Per questo è utile che chi ripara sappia in anticipo dove aprire: la riparazione mirata ha senso solo dopo una localizzazione affidabile.

Dopo la chiusura conviene tenere d'occhio il manometro della caldaia per qualche settimana. Se la pressione resta stabile, la riparazione è riuscita; se continua a calare, anche di poco, può esserci una seconda perdita più piccola, da cercare con le stesse prove sul circuito interessato.

Cosa fare nell'attesa del sopralluogo

Se la pressione cala lentamente, può continuare a usare l'impianto ricaricandolo quando serve, annotando ogni quanto lo fa: è un dato utile per il tecnico. Se invece compaiono macchie al piano sotto, conviene avvisare subito il vicino e l'amministratore.

  • non aggiunga prodotti "turafalle" nel circuito senza un parere tecnico: possono intasare valvole e scambiatori;
  • fotografi macchie, pavimenti rigonfi e il manometro della caldaia con la data;
  • se la perdita è forte, chiuda le valvole del collettore del circuito sospetto o spenga l'impianto.

Impianti a pavimento a Firenze e provincia: come interveniamo

A Firenze e dintorni i pannelli radianti si trovano soprattutto nelle ristrutturazioni recenti: appartamenti rinnovati nel centro storico e a Campo di Marte, villette a Bagno a Ripoli, Scandicci e Sesto Fiorentino, case coloniche recuperate nel Chianti e in Val di Pesa, dove spesso il pavimento è in cotto. In Mugello e verso l'Appennino, tra Borgo San Lorenzo e Firenzuola, gli impianti lavorano molti mesi all'anno e una perdita si nota in fretta.

Ci contatti al telefono o dal modulo: le facciamo un preventivo gratuito al telefono e organizziamo il sopralluogo, spesso in giornata o entro 24-48 ore in base alla zona. A fine intervento riceve la relazione tecnica con termogrammi, utile anche per l'assicurazione. Per le zone coperte veda zone servite.

Domande frequenti

Ogni quanto è normale ricaricare la caldaia?

In un impianto sano la pressione resta stabile per mesi, con piccole variazioni tra acceso e spento. Se deve ricaricare ogni settimana o più spesso, è probabile una perdita nel circuito o un problema a vaso di espansione o valvole.

La termocamera vede sotto qualsiasi pavimento?

Funziona bene su ceramica, gres, cotto e pietra, un po' meno su parquet spessi o moquette che isolano. In quei casi si abbina a prove di tenuta per circuito, geofono o gas tracciante.

Si può fare la ricerca con l'impianto spento, in estate?

Sì. Per la termografia facciamo circolare acqua calda nel solo circuito da controllare, anche fuori stagione. La prova di tenuta con manometro invece non dipende dalla temperatura.

Chi paga se la perdita bagna il piano di sotto?

Dipende dalla polizza e da dove si trova il guasto, se nell'impianto privato o in parti comuni. La relazione tecnica con la causa documentata aiuta assicurazione e amministratore a definire la responsabilità.

Sospetta una perdita a Firenze o in provincia? La localizziamo senza rompere, spesso in giornata.

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