A cosa serve la prova di tenuta
La prova di tenuta è il test che risponde alla domanda più importante: l'impianto perde davvero? Prima di cercare il punto esatto di una perdita, infatti, bisogna avere la certezza che esista e sapere in quale circuito si trova.
Si esegue in due situazioni principali: al termine di un impianto nuovo o di una ristrutturazione, per verificare che tubi e raccordi siano a regola d'arte prima di chiudere tracce e massetti; e quando si sospetta una perdita su un impianto esistente, come primo passo della ricerca.
I segnali che rendono utile una prova di tenuta
Una prova di tenuta è consigliabile quando nota uno o più di questi segnali:
- il contatore dell'acqua gira con tutti i rubinetti chiusi;
- la caldaia perde pressione e deve essere ricaricata spesso;
- la bolletta è aumentata senza motivo apparente;
- compaiono macchie di umidità su pavimenti, pareti o soffitti;
- l'autoclave o la pompa si avvia anche quando nessuno usa l'acqua;
- ha appena terminato una ristrutturazione e vuole la certezza che l'impianto sia a tenuta.
Come si esegue, passo per passo
- Isolamento del circuito: si chiude la valvola generale e, se possibile, le valvole dei singoli rami, in modo da testare un tratto alla volta.
- Collegamento del manometro: si collega un manometro di precisione a un rubinetto, a un attacco dedicato o al collettore.
- Messa in pressione: con una pompa di prova si porta il circuito a una pressione adeguata, di solito superiore a quella di esercizio, rispettando i limiti dell'impianto e dei componenti.
- Stabilizzazione: si attende che la pressione si assesti, perché i tubi in plastica e multistrato si dilatano leggermente nei primi minuti.
- Osservazione nel tempo: si registra la pressione per il periodo necessario e si verifica se cala.
- Lettura del risultato: pressione stabile significa circuito a tenuta; un calo costante indica una perdita.
Durante la prova è importante che nessuno usi l'acqua e che eventuali elettrodomestici collegati restino esclusi: un rubinetto aperto per errore o una cassetta del WC che carica falsano la lettura. Per questo concordiamo con lei in anticipo il momento migliore per chiudere l'acqua, così da ridurre al minimo il disagio per la famiglia o per l'attività.
Ripetendo la prova sui diversi rami si arriva a sapere se il problema è nell'acqua fredda, nell'acqua calda, nel riscaldamento o nel tratto tra contatore e casa.
Testare i singoli rami con il collettore
Negli impianti più recenti ogni utenza, come bagno, cucina o lavanderia, è spesso alimentata da un collettore con valvole separate. In questo caso la prova si esegue ramo per ramo: si chiudono tutte le valvole, se ne apre una alla volta e si osserva il manometro. Il ramo che perde pressione indica già la stanza interessata, e la successiva ricerca con termocamera e geofono si concentra su pochi metri di tubo. Negli impianti più vecchi, senza collettore, si lavora chiudendo i rubinetti d'arresto dei singoli locali, quando presenti.
Come leggere il risultato
Non tutti i cali di pressione hanno lo stesso significato. Ecco una lettura orientativa:
| Cosa si osserva | Cosa può indicare |
|---|---|
| Pressione stabile | Circuito a tenuta: il problema è altrove (scarichi, infiltrazioni, condensa) |
| Calo rapido | Perdita consistente, spesso già visibile o in via di manifestarsi |
| Calo lento e costante | Piccola perdita, tipica di raccordi o microfori |
| Calo iniziale che poi si ferma | Assestamento dei tubi o aria nel circuito: la prova va ripetuta |
| Calo solo con acqua calda | Perdita sul circuito caldo, spesso visibile con la termocamera |
Anche le variazioni di temperatura influiscono: l'acqua si dilata con il calore e si contrae con il freddo. Un tecnico esperto ne tiene conto per non scambiare un effetto termico per una perdita.
La prova di tenuta dopo una ristrutturazione
Se sta rifacendo un bagno o una cucina, la prova di tenuta va eseguita prima di chiudere tracce e massetti, con i tubi ancora a vista. È il momento in cui un raccordo difettoso si sistema in pochi minuti, senza demolire nulla. Chieda sempre che la prova venga fatta e che l'esito sia annotato: è una tutela per lei e per l'impresa. Se il problema emerge dopo, magari a pavimento finito, entra in gioco la ricerca perdite strumentale per individuare il punto senza rompere tutto.
Una verifica che può fare da solo
Una prima verifica semplice è alla portata di tutti. Chiuda tutti i rubinetti, si assicuri che lavatrice, lavastoviglie, irrigazione e cassette del WC non stiano caricando, e osservi il contatore per qualche minuto. Se la rotellina o le cifre si muovono, c'è una perdita. Per la caldaia, annoti la pressione sul manometro frontale e la ricontrolli dopo qualche giorno senza ricaricarla.
Se ha un'autoclave o un serbatoio di accumulo, osservi anche quante volte la pompa si avvia senza che nessuno apra un rubinetto: avvii frequenti a impianto fermo sono un segnale tipico di perdita.
Questi controlli non sostituiscono una prova strumentale, ma sono informazioni utilissime da riferire quando ci chiama.
Dopo la prova: come si trova il punto esatto
La prova di tenuta dice se e dove, a livello di circuito, l'impianto perde. Per trovare il punto preciso si passa agli strumenti di localizzazione: igrometro e termocamera per restringere la zona, geofono per ascoltare la perdita, gas tracciante per i casi più difficili. A quel punto si apre un solo punto per la riparazione, come descritto nella pagina sulla riparazione delle perdite d'acqua.
Prova di tenuta a Firenze e provincia: come interveniamo
Eseguiamo prove di tenuta in appartamenti e condomini di tutta Firenze, dal centro storico a Rifredi, da Campo di Marte a Gavignana e al Galluzzo, spesso su impianti con tratti vecchi in ferro zincato e raccordi appesantiti dal calcare dell'acqua fiorentina. In provincia interveniamo nelle villette di Scandicci, Sesto Fiorentino e Bagno a Ripoli, e nelle case di Mugello e Appennino dove il gelo invernale mette alla prova tubi e raccordi, da Borgo San Lorenzo verso le frazioni più alte.
Interveniamo spesso in giornata o entro 24-48 ore in base alla zona. Può chiamarci o compilare il modulo nella pagina contatti per un preventivo gratuito al telefono e per fissare il sopralluogo. Al termine riceverà una relazione tecnica con i risultati della prova.
Domande frequenti
Quanto dura una prova di tenuta dell'impianto idrico?
Dipende dalla dimensione dell'impianto e dal numero di circuiti da testare. In un appartamento si completa di solito durante il sopralluogo; per impianti nuovi o molto estesi l'osservazione può durare più a lungo.
La prova di tenuta può danneggiare l'impianto?
No, se eseguita correttamente. La pressione di prova viene scelta in base al tipo di impianto e ai limiti dei componenti, ed è controllata costantemente con il manometro.
La prova di tenuta dice dove si trova la perdita?
Indica quale circuito o quale ramo perde, non il punto esatto. Per la localizzazione precisa si usano termocamera, geofono e gas tracciante.
Se la prova risulta a tenuta, da dove viene la macchia?
Probabilmente da uno scarico, da un'infiltrazione dal terrazzo o dalla copertura, oppure da condensa o risalita capillare. In questi casi si prosegue con videoispezione, traccianti colorati e igrometro.
Sospetta una perdita a Firenze o in provincia? La localizziamo senza rompere, spesso in giornata.
055 465 8015